COSCIENZA INFINITA

INFORMAZIONE LIBERA

Il giornalista ? “Ormai prono, umilia la propria professione”

Vi pubblichiamo questa lettera aperta di Massimiliano Zanoni, lettore ed amico, deluso dalla scarsa qualità dell’informazione ufficiale odierna

Più che una lettera da pubblicare questo è un messaggio di scoramento nei confronti di una professione importante, quella del giornalista, oggi completamente in balia del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto. Considerazione nata in seguito all’intervista al direttore della ASL di Imola, “Vaccino unica soluzione…” da parte di Lara Alpi (20 maggio), amica di corse giovanili, che saluto affettuosamente.

I più informati sostengono che la quarta rivoluzione industriale, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, sostituirà molti lavoratori di concetto tra cui i giornalisti. L’articolo citato, tra gli altri, mostra chiaramente che è giunto il momento.
Il direttore dell’ASL, dall’alto della sua posizione, sottolinea che il vaccino è “ipersicuro” e “testato in tutti i passaggi” Dubbi?  Non pervenuti.
Oggi la scienza ha eliminato il dubbio, o anche solo il dibattito, e procede per superlativi. In effetti, anche la roulette russa è sicura all 84%.
Certo, un giornalista informato avrebbe chiesto come il direttore spiegasse il fatto che gli effetti gravi  (a breve) post vaccino abbiano un’incidenza più alta di quella della malattia che vorrebbe curare, pur ampiamente gonfiata da classificazioni “politicamente orientate” dei decessi.


Inoltre, se i vaccini sono così sicuri, come mai si è fatto ricorso allo scudo penale per chi li somministra e le case farmaceutiche hanno preteso l’esonero da qualsiasi responsabilità civile?
Anche qui nessuna domanda.Che siano stati eseguiti tutti i passaggi per l’approvazione dei vaccini è palesemente falso, come confermano le stesse case farmaceutiche dichiarando di operare in fase 3 della sperimentazione e, in effetti, nessun vaccino ha completato pienamente il processo di autorizzazione.
L’intervistatore né al corrente? Pare di no.In chiusura, lo stesso direttore conferma quanto già dichiarato, in varie occasioni, da diversi esperti, ovvero che all’aperto “il contagio è molto basso” e che quindi “il coprifuoco non ha alcun valore scientifico”.
Un giornalista anche solo minimamente curioso, avrebbe chiesto come mai allora siamo stati tutti rinchiusi per mesi distruggendo interi comparti dela nostra economia, ma curiosità l’è morta.È facile quindi comprendere come, una volta privato della sua professionalità e delle caratteristiche umane necessarie all’indagine dei fatti, il giornalista potrà essere facilmente sostituito da un software inizializzato con le opportune domande.

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